N.4/2010 - Socialismo è grande!

SOCIALISMO E’ GRANDE!
Memoria di un’operaia della nuova Cina
Lijia Zhang
Cooper, 2009

copertinaLijia Zhang è una persona simpatica, allegra, che ama ridere. Lo è oggi che fa la giornalista freelance da Pechino. Lo era anche nel 1980 quando aveva soltanto sedici anni e la madre le comunicò di aver deciso di «cederle in eredità» (il dingzhi) il suo posto di lavoro di operaia alla fabbrica di missili statale Liming di Nanjing, l’ex capitale meridionale. Lei voleva fare la scrittrice e la giornalista, era brava a scuola e sognava di diventare come l’eroico corrispondente di guerra Dai Huang, che in Corea aveva salvato un ragazzo. Invece, un brutto giorno d’inverno, Lijia dovette varcare il cancello della fabbrica. Passò sotto lo striscione che recitava “Lavorate duro, costruite un meraviglioso Paese!“, e cominciò la sua carriera di operaia nell’ambita posizione di «controllare dei manometri» al Reparto 23. Ci rimase per dieci anni, sentendosi come «una rana nel pozzo». Magari non si faticava molto, ma l’atmosfera era oppressiva, con mille controlli: continue insulse lezioni collettive di politica, un’atmosfera irrespirabile in cui tutti sorvegliavano tutti. Per non parlare del periodico, umiliante controllo da parte della «polizia delle mestruazioni», cui tutte le operaie erano sottoposte ogni mese per mostrare di non essere rimaste incinte. Lijia Zhang ha raccontato la sua storia, una storia di tremenda oppressione, ma anche di irriducibile resistenza, e alla fine di vittoriosa liberazione.

La scrittura è allegra e divertita, e anche gli episodi più tragici di questa autobiografia sono descritti con una penna lieve; un libro delicato, divertente e acuto. Una piacevole novità che si inserisce tra le opere migliori che la Cina contemporanea ci sta regalando.