Chi siamo


Il principio
Il 3 luglio 2002 è per la nostra comunità un giorno molto importante. Quella sera una gazzella dei carabinieri fa scendere nel cortile di una nostra casa un ragazzo cinese di 25 anni: è scalzo e affamato, non conosce una parola di italiano, è fuggito da un appartamento di connazionali che lo tenevano segregato fino al saldo del suo debito. I carabinieri lo avevano acciuffato e condotto fino a noi. Accogliendo la persona di Liu la nostra comunità continua un cammino iniziato nel ’72 da un gruppo di giovani che volevano vivere l’affascinante avventura a cui Gesù chiama riconoscendolo nei piccoli, nei poveri, nello straniero:
“Ero straniero e mi avete ospitato”.Nell’accogliere il primo cinese abbiamo dovuto assumere tutto quello che lui portava in sé: la sua storia, la sua lingua, i suoi connazionali.

L’immigrazione cinese
Liu è uno dei tantissimi cinesi immigrati dalla Cina per fuggire dalle campagne dove la vita si è fermata da secoli e le condizioni di arretratezza e di povertà sono molto gravi. Molti vogliono scappare o in città o all’estero. Ma per giungere in un Paese straniero, in questo viaggio di speranza si è costretti a contrarre debiti ingenti. Liu ha dovuto chiedere un prestito di 10.000 euro per il viaggio e per la prima accoglienza.
Per pagare il debito si lavora giorno e notte in ambienti malsani a prezzi bassissimi e si devono pagare tanti altri servizi che di per sé sarebbero gratuiti, come il libretto di lavoro, il domicilio…
Con Liu ci siamo subito chiesti come potevamo aiutare tanti altri suoi connazionali e innanzitutto abbiamo aperto gli occhi sulla situazione dei minori cinesi che vivono nella nostra zona. La maggioranza di loro non si integra con i coetanei italiani, non conosce la lingua italiana o la conosce in modo approssimativo ed è sottoposta a continui mutamenti di luogo e di lavoro, è in uno stato di incertezza sulla possibilità futura di risiedere in Italia.Abbiamo allora deciso di mobilitare un forte numero di volontari italiani ed anche cinesi per aprire un luogo di incontro e di sostegno ai minori. Non sapevamo se la comunità cinese avesse accolto una simile iniziativa: ora dopo anni abbiamo verificato la validità di una simile intuizione.

Il Centro Italia-Cina
A Savignano (FC) è nato perciò il Centro Italia-Cina, un centro di socializzazione, aperto dal lunedì al venerdì, dove i ragazzi e i bambini hanno la possibilità di studiare la lingua italiana, ricevendo un aiuto anche nello svolgimento deicompiti, e dove possono apprendere anche la loro lingua madre, fondamentale per la loro formazione e integrazione all’interno della comunità cinese. Abbiamo anche proposto attività sportive e ricreative.Oltre a questo appuntamento quotidiano si è pensato di organizzare altri importanti momenti di incontro. Abbiamo fatto diversi campeggi in montagna con adolescenti e giovani, insieme anche a ragazzi italiani. Si sono organizzate gite in pullman per famiglie per far conoscere l’Italia. E poi abbiamo vissuto settimane di convivenza nelle quali un bambino cinese veniva ospitato in una famiglia italiana. Si è fatto anche un festival di canzoni per la pace e tante altre feste.La festa del Capodanno cinese è un’occasione unica per conoscere diverse tradizioni e per imparare a fare festa insieme con cibi, giochi, canti del popolo cinese. Grazie a queste iniziative, il Centro è diventato in pochi anni unluogo di incontro e un punto di riferimento per molte famiglie che si sono rivolte a noi per le loro svariate necessità e che ora – come ci hanno detto più di una volta – “non si sentono più sole”.
Un altro settore fondamentale per l’inserimento dei cinesi nel nostro Paese sta nel favorire l’acquisto o l’affitto regolare di una casa. Per questo abbiamo messo a disposizione di alcune famiglie appartamenti a basso costo o ci siamo impegnati a firmare garanzie per l’acquisto di case. Infatti nonostante che i cinesi risparmino fortemente, le banche raramente fanno prestiti senza la garanzia di un italiano. Un’altra caratteristica del nostro intervento consiste nel liberare il lavoro: se notate infatti i cinesi generalmente lavorano aggregati tra di loro: è raro trovare un singolo cinese che lavora da solo tra italiani. Noi abbiamo favorito questo inserimento che permette di staccarsi da forme protezionistiche, quasi sempre interessate e di marcato sfruttamento. Pensiamo che questa sia la prima strada da perseguire per favorire l’integrazione.
Un’ultima strada che abbiamo percorso e che si è mostrata veramente necessaria è stata quella dei piccoli prestiti di fiducia, che permettono ad ogni famiglia di sperare nel futuro e di acquisire sempre più forme di autonomia. Il prestito d’onore, inoltre, fa scoprire gli aspetti belli della personalità cinese e fa sciogliere ogni diffidenza.

L’immigrazione in Europa secondo noi
Ci sono tante espressioni per definire la situazione odierna dell’Europa: si parla di popoli che bussano o premono alle nostre porte, c’è chi parla di invasione dell’Europa, c’è chi parla di alba di una civiltà multietnica. Noi vorremmo sperare in una visione dinamica del futuro dell’Europa, fatto di porte che si aprono e di persone che si prevengono nell’andarsi incontro con coraggio e senza alcuna nostalgia del passato di una civiltà monolitica che è necessario lasciare alle spalle.

Copyright Centro ItaliaCina 2013. Design by Giacomo. All rights reserved.